18 N. 2, febbraio 2012
“Quattro vertici per un triangolo”
Prima opera narrativa di Luigi Gabardi
Luigi Gabardi, mezzo secolo dedicato all’attività forense, coprotagonista di processi di alta risonanza a fianco dei più famosi penalisti (in ordine rigorosamente alfabetico: Giovanni e Cora Bovio, Armando Cillario, Alberto Dallora, Salvatore la Villa, Valerio Mazzola, Giandomenico Pisapia), è già noto nell’ambito de la Società Svizzera di Milano quale promotore di eventi culturali e sportivi (primizie assolute le sue conferenze sui centenari delle squadre calcistiche cittadine). Ora, in età non più giovanissima, l’avvocato si è scoperto romanziere inserendo nella sua occasionale produzione libraria la prima opera dedicata alla narrativa. Il genere? Un legal thriller, c’era di che immaginarlo. Il titolo? “Quattro vertici per un triangolo”, suggestivo stravolgimento delle regole geometriche da riscontrarsi nell’intersecarsi di molteplici ipotesi di triangolo passionale destinate secondo norma costante della giallistica a trovare l’esatta soluzione nella parte conclusiva. L’ambientazione in senso geografico non è precisata, pur risultando agevole individuarla in località italiana di confine che si presta all’espatrio di uno fra i principali personaggi. La trama, infarcita da un pizzico di indicazioni didattiche e taluni risvolti autobiografici con inserimento di nomi di stretta fantasia, si sviluppa nella seconda metà del ventesimo secolo spostando l’obiettivo sulla notoria trasformazione del processo penale e cioè (nella terminologia giuridica) sul passaggio da rito inquisitorio ad accusatorio. Ben altri dettagli vi saranno forniti dalla presentazione e soprattutto dalla lettura del volume che, nell’occasione, potrà essere acquistato al modico prezzo di copertina (Euro 15,90) come fissato dalla Casa Editrice Albatros. Dalla sera del 1. marzo, data dell’evento, un avvocato che con i giudici ha tanto disquisito, sarà affidato al giudizio dei lettori.
Del prof. Noschis edito da Dadò
C. G. Jung. L’ascolto del mondo interiore
L’editore Dadò di Locarno ha dato alle stampe un testo del prof. Noschis dell’Università di Losanna dal titolo “Carl Gustav Jung. L’ascolto del mondo interiore”. L’opera è accompagnata da testi di Martignoni e Galimberti. Carl Gustav Jung (Kesswil, 26 luglio 1875 – Küsnacht, 6 giugno 1961) è stato uno psichiatra e psicoanalista svizzero. La sua tecnica e teoria di derivazione psicoanalitica è chiamata “psicologia analitica”. Inizialmente vicino alle concezioni di Sigmund Freud se ne allontanò definitivamente nel 1913, dopo un processo di differenziazione concettuale culminato con la pubblicazione, nel 1912, di La Libido: simboli e trasformazioni. In questo libro egli esponeva il suo orientamento, ampliando la ricerca analitica dalla storia personale del singolo alla storia della collettività umana. L’inconscio non è più solo individuale, prodotto dalla rimozione, ma nell’individuo esiste anche un inconscio collettivo che si esprime negli archetipi.
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