7 N. 2, febbraio 2012 religiosa. Il quaderno riporta interessanti interventi di personalità di spicco della cultura elvetica come Friedrich Dürrenmatt. Spiace constatare che per descrivere un Paese ben rappresentato da donne nelle più alte cariche istituzionali, la visuale scelta sia stata quella maschile, infatti l’apporto di esperte al quaderno di Limes è pressoché irrisorio. Intervista all’autore e aperto, senza i vincoli (divise, grembiuli, regole strette) che allora vigevano nella scuola italiana, dove mi chiamavano caracciolo mentre alla scuola svizzera ero sempre e solo lucio. Con un direttore “Greminger” indimenticabile, e con lui molti maestri». C’è qualcosa di nuovo che è emerso e che l’ha colpita redigendo questo quaderno, insomma ha scoperto qualcosa di nuovo sulla Svizzera o sulle/gli svizzere/i? «Non conoscevo così bene la Svizzera. Attraverso la produzione del quaderno ho imparato molto, e ne ho apprezzato le nuances che spesso sfuggono a causa degli stereotipi». Al di là delle esperienze personali che l’avvicinano amichevolmente alla Svizzera, sinceramente, cosa apprezza di più e cosa non ammira di questa nazione? «Ciò che apprezzo di più è la sua eccezionalità, quel nonsoche, non solo paesaggistico, che la rende diversa, anche nella letteratura, nelle arti e nelle scienze: lo svizzero tedesco non è un tedesco, lo svizzero francese non è un francese, lo svizzero italiano non è un italiano, ma forse lo svizzero romancio è un ladino. Ed è anche ciò che apprezzo di meno, quando diventa chiusura o peggio xenofobia». lorefice.annamaria@gmail.com Pubbliredazionale “Ho studiato alla Scuola svizzera di Roma” Lucio Caracciolo, direttore di Limes e autore de “L’importanza di essere Svizzera”, pur essendo italiano, ha studiato fino alle medie alla Scuola Svizzera di Roma. Perché i suoi genitori fecero questa scelta? «Mia prozia contribuì a fondare la Scuola, e la mia famiglia l’ha sempre privilegiata, sia perché piena di verde, bella e di qualità, sia perché a tre minuti a piedi da casa. E poi c’era l’idea che fosse utile imparare le lingue». Che ricordi ha? Cosa ha potuto imparare in più rispetto alle altre scuole? «Ne ho un eccellente ricordo, avendola frequentata dal Kindergarten alla terza media. Un posto accogliente, con gente simpatica e con un sistema di insegnamento molto libero La ministra elvetica degli affari esteri Micheline Calmy-Rey con il presidente russo Dimitri Medvedev. Lucio Caracciolo (foto piccola), direttore di Limes e autore dell’ultimo quaderno speciale.