8 N. 2, febbraio 2012
Saluto del Console Baggi e del Presidente della Società Svizzera Hardegger
La Festa degli Auguri a Milano
“Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto questo anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima , con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella , non è la vita che si conosce, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice?” G. Leopardi *1 E così siamo di nuovo alle Feste, a Natale e all’Anno Nuovo. In un soffio è passato un anno, in un volo la primavera e le vacanze se ne sono andate, poi di nuovo le foglie a terra e dicembre sul calendario. Ed allora, come vuole la tradizione, anche quest’anno - lo scorso 15 dicembre - nella nostra accogliente Sala Meili, con la perfetta organizzazione dell’instancabile Sara, ai tavoli contrassegnati da note località della nostra Svizzera, apparecchiati con raffinata sobrietà, ciascuno ha trovato il proprio posto, i propri amici ed i desiderati commensali. Dopo un ricco antipasto che nelle verdurine pastellate fritte*2, ha raggiunto il punto di massimo interesse, la cena si è potuta aprire. Ma prima della cena e dopo gli antipasti, il saluto e gli auguri del Console Baggi e del Presidente Hardegger che leopardianamente hanno posto l’accento più sull’anno che verrà che su quello appena trascorso, più sul “daffarsi” che sul “fatto”, più sul risorgimento dell’Italia che sulla sua unità. Dicevamo appunto che, dopo l’ufficialità dei discorsi, la cena si è aperta con un risotto mantecato ai funghi di equilibrata cremosità, è proseguita con un cappone al forno al profumo di rosmarino ed è terminata con un dessert della tradizione. Il vino umbro, un Cadetto del 2009, ha magnificamente esaltato con il bianco l’entrée e con il suo rosso, il piatto principale. La musica dei Coriandoli ha allietato e motivato i presenti all’ascolto ed alle danze. Mentre la presenza di Maurizio Vandelli delle Equipe 84, ha - per un attimo - riportato molti dei presenti ai nostri verdi anni ed alle atmosfere di allora, in particolare quando, inforcati gli abituali occhialini di scena dai riflessi cobalto, ha accennato ad alcuni noti motivi riportandoci indietro nel tempo e negli anni. Ma è durato poco e siamo tornati velocemente ai nostri Coriandoli, non prima però di aver goduto dell’ever green “Only you” magnificamente interpretata da un particolarmente ispirato Edo Goetz. L’attesa estrazione dei premi ha preceduto e preparato il tradizionale scambio dei doni che, come ogni anno, ha raccolto l’entusiasmo dei presenti sia nel confezionare gli anonimi pacchetti che - poi - nello scoprire l’inaspettato contenuto. Poi di nuovo le musiche e le danze. Su tutto e su tutti una sempre presente Sara dall’inestinguibile energia, dall’inappuntabile eleganza e da un lievissimo quanto regale portamento che le conferisce, in pari misura, familiare affabilità e rispetto del ruolo. Nel più autentico spirito svizzero di sobrietà e misura appena attenuato da italiche “brezze”, anche questa Festa degli Auguri è stata caratterizzata da un tanto sobrio quanto piacevole divertimento e svago, in una doverosa sintonia e realistico equilibrio con il clima di difficoltà ed attenzione che l’Italia dice di voler/dover osservare, ma che non sempre riesce ad adattare “…all’intenzion dell’arte…”*3 Anche se a leggere i giornali italiani ed a sentirne i telegiornali, pare di sentire ancora quel “…. tutto deve cambiare perché tutto resti come prima…” di gattopardesca memoria.*4 E questo concetto, per noi svizzeri è un po’ difficile da comprendere ed accettare o anche solo accogliere. Di questo ed altro ancora si è parlato e si parlava ai vari tavoli: durante la cena, durante il ballo, durante l’esecuzione della piacevole musica di sottofondo che allietava il susseguirsi delle varie portate. Poi, dopo il caffè è iniziato il piacevole rito dello scambio degli auguri con lo scambio dei posti fra i commensali. Così, gli auguri hanno fatto da contrappunto alle note sulle ultime elezioni federali e più
ancora sulle mancate “aggregazioni” della “Grande Locarno” o del “Circolo delle Isole”, sull’eleganze delle signore, sui provetti ballerini, sulla prossima “serata raclette” del 24 gennaio e non ultimo, sul recente episodio che ha contrassegnato la cena di Fine Estate. Insomma su tutto ciò che fa vivere e progredire la nostra Società Svizzera di Milano. Sulle idee di organizzare dei pomeriggi o delle serate per raccontarci le storie e le origini dei nostri stemmi cantonali e dei paesi di attinenza ed altro ancora. E così la serata se ne è andata fra i ricordi e le speranze, fra le certezze ed i desideri fra le accennate note di “29 settembre” e l’impegno di vederci il se non il 24 gennaio, almeno alla Festa di Carnevale del prossimo 23 febbraio. Ed allora, con la medesima certezza del venditore di almanacchi che alla domanda (del passeggere) “…credete che sarà felice quest’anno nuovo?” risponde con un lapidario “oh illustrissimo sì, certo!”, auguriamoci, ancora una volta, un Sereno Duemila e Dodici e per i trenta soldi richiesti, acquistiamo anche noi l’almanacco più bello che il venditore ci mostra e riprendiamo il nostro cammino. Avv. Niccolò Giorgio Ciseri
1.
G. Leopardi: dalle Operette morali: “Dialogo di un venditore d’almanacchi ed un passeggere” Vend. Pass. Vend. Pass. Vend. Pass. Vend. Pass. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? Almanacchi per l’anno nuovo? Sì signore. Credete che sarà felice quest’anno nuovo? O illustrissimo, sì, certo. Come quest’anno passato? Più più assai. Come quello di là?
L’ex Presidente Gottfried Goetz si esibisce sul palco cantando “Only You”.